Chi cerca le nostre scuole trova anche LA NOSTRA SCUOLA

In questo periodo i genitori di Reggio stanno valutando i nidi e le scuole cui iscrivere i propri bimbi. Oltre alle visite dirette presso le scuole (“scuole aperte” qui il calendario) le persone cercano informazioni e opinioni tramite il passaparola. E utilizzano anche il web.
In più di un caso abbiamo rilevato che digitando sui motori di ricerca il nome di una delle scuole che hanno partecipato al nostro progetto, la persona interessata si imbatta anche nel nostro sito. Così è capitato che un genitore abbia digitato “opinioni su scuola Bruno Munari reggio emilia” (ma è successo anche per la scuola 8 marzo, Anna Frank, Iqbal Masih e il nido Bellelli) e si sia ritrovato di fronte il video di un genitore di quella scuola che racconta la sua esperienza di partecipazione, ma anche, in fondo, un modo di “fare scuola”. Un parere autentico da genitore a genitore via social network.
Un effetto inatteso e, crediamo, positivo della nostra operazione –  che proprio oggi tocca quota 2000 pagine visualizzate. Ci piacerebbe sapere il parere dei genitori interessati.

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Una risposta a Chi cerca le nostre scuole trova anche LA NOSTRA SCUOLA

  1. Paolo Caselli ha detto:

    …mah… Il passaparola è sicuramente uno dei mezzi privilegiati, ma serve ?
    Provo una analisi:
    1) le classi prendono una forma autonoma e imprevedibile, sono come un organismo vivente autonomo che non è la somma delle persone che la compongono. Diventano un gruppo con certe caratteristiche in base alle relazioni e alle dinamiche che si instaurano giorno per giorno, e non si possono prevedere.
    2) gli insegnanti (a parte qualche caso ecclatante) sono persone con le quali rapportarsi, la relazione con loro è su due livelli: uno individuale e uno di gruppo, e magari non corrispondono nemmeno.
    3) Per imparare a imparare è sicuramente meglio privilegiare progetti per “pensare”, piuttosto che progetti per “fare”.
    4) in ogni caso, indipendentemente da tutto quello che si fa a scuola, quello che conta è quello che ti rimane…dopo che ti sei dimenticato tutto. La scuola è l’unico posto dove i figli imparano a stare in mezzo alle persone, tutti i tipi di persone, dove imparano a rispettare gli impegni, dove lavori per diventare e non per essere. Davanti a una tastiera o davanti a un monitor queste cose non le impari, e poi, se sbagli, nella vita reale non puoi digitare ctrl-alt-canc e ricominciare come se non fosse successo nulla…
    Buona vita
    Caselli Paolo – Reggio Emilia

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