Cos’è Reggionarra? Ce lo spiegano due “Reggionarratori” (fuori programma)

Erika e Marco, due dei tantissimi genitori che animano l’iniziativa Reggionarra, ci spiegano perchè sia riduttivo definirla solo un festival della narrazione per bambini.
In poco più di due minuti, tutti da vedere e ascoltare, i due “reggionarratori” ci raccontano il senso profondo e l’importanza di questa coinvolgente manifestazione giunta alla settima edizione.

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10 risposte a Cos’è Reggionarra? Ce lo spiegano due “Reggionarratori” (fuori programma)

  1. Ugo ha detto:

    Cos’è reggio narra?
    Un inutile spreco di soldi pubblici ed energie condite di grandi e altisonanti significati. Una sorta di autocelebrazione di genitori/educatori a buoni e bravi. Se raccontate le favole ai vostri figli abbiate l’umiltà e la decenza di farlo nell’intimità senza sprecare soldi pubblici e mantagne di carta per la promozione di voi stessi a bravi e l’amministrazione a sensibile. Quando poi a qualità del corpo docente è decisamente sotto lo zero.

    • Anonimo ha detto:

      caro ugo
      la sua affermazione dimostra che lei non conosce bene la realtà di reggio emilia e la manifestazione reggio narra che ogni anno viene realizzata grazie soprattutto al lavoro di molti volontari senza spreco di risorse pubbliche. Comunque credo che per un’amministrazione pubblica sia motivo di orgoglio investire denaro in iniziative volte all’accrescimento culturale e creativo delle giovani generazioni che nel prossimo futuro saranno quelli che potranno potenzialmente governare e portare avanti il nostro paese.Ognuno di noi, ogni sera e con grande piacere, legge le favole ai suoi figli, la manifestazione reggio narra non è semplicemente fatta di letture ai bambini, che comunque è un momento importante nella crescita educativa di ogni bambino, ma è un momento dove tutta la città propone iniziative e momenti per i più piccoli. Passeggiare per reggio in quella giornata è molto bello, perchè bambini di ogni età, molti dei quali con la cartina in mano, scelgono insieme ai loro genitori dove andare e cosa ascoltare. fare cose inisieme, dedicare tempo ed attenzione ai bambini e ai nostri figli è una delle cose più importanti per loro e per noi. Il piacere della lettura è un valore che ognuno di noi ogni giorno deve fare crescere nei bambini perchè ciò significa imparare a scoprire il mondo con occhi nuovi e creativi.
      Sono davvero dispisciuta del suo commento perchè sminuisce quella che è per tutti noi una bella manifestazione in una cosa banale riconducibile a scelte politiche…qui in primo piano ci sono i bambini, le loro famiglie e gli amici. La invito a fare un giro sabato in centro e a vedere copn i suoi occhi la partecipazione del pubblico, forse si ricrederà!
      Elisa (mamma di Bianca 7 anni, amante delle favole che adesso con grandissima soddisfazione inizia a leggerle da sola!!

    • Anonimo ha detto:

      Per Ugo: se fosse lei a decidere in cosa investire i soldi pubblici alla voce cultura, cosa finanzierebbe?
      Eloisa

    • Anonimo ha detto:

      Grazie Ugo per avere avviato un simpatico contraddittorio sull’argomento e per consentire a noi genitori reggiani di ribadire ancora una volta l’importanza di iniziative del genere fatte per e dalla collettività tutta. Sulla valutazione poi del corpo docente mi sembra onestamente un’affermazione gratuita e generica, fuori contesto e soprattutto fuori luogo, visto che a ReggioNarra il corpo docente sono i narratori e i genitori che accompagnano i bambini in un percorso formativo più unico che raro.
      Grazie di nuovo quindi per aver convinto qualcuno di noi a buttare giù qualche idea sulla tastiera. Rimango in attesa di una sua cordiale replica e di conoscere il pensiero di altri genitori sul tema.
      Firmato: Alessandro G. reggionarratore e genitore felice.

      • Anonimo ha detto:

        anch’io lo stesso ringraziamento ad Ugo come Alessandro. Secondo me Ugo, che sicuramente è reggiano, conosce bene Reggio Narra e la rete delle scuole e dei nidi. Non commento perchè sopra di me è già stato scritto tanto. Per me è solo uno degli infiniti esempi di come il valore della cittadinanza della comunità sia spesso solo intepretata come finanziamenti a singoli individui e per cose che hanno un effetto e tangibilità immediata e magari parametrabile sul mercato. La cultura è altro, è un investimento sull’uomo, l’infanzia è una responsabilità di tutti da vivere collettivamente. E ben venga la celebrazione visto che raramente trovo tanta passione e dedizione nell’insegnare! …sopratutto ricordo a Ugo che sono pochi quelli che hanno la fortuna di addormentarsi con una favola sul comodino. Che bella l’occasione che ci ha dato Ugo… di sentirci ancora più vicini alle nostre, di tutti, scuole! Elena M., genitore ed insegnante

  2. monica ha detto:

    mi conforta sapere che Ugo è veramente da solo

    • Anonimo ha detto:

      Come insegnante ma soprattutto come lettrice di storie e poi come bambina, perchè in fondo, in fondo tutti un po’ lo siamo anche da grandi,
      mi sento di dire che sono felice quando si avvicina questo appuntamento e sono invitata a pensare a cosa raccontare a bambini e ragazzi… che bello scegliere la storia, che bello donarla a chi non si conosce e ascoltarne altre… ascoltare racconti anche solo per un attimo ti porta a viaggiare con l’immaginazione, ti distolgono da una realtà alle volte anche difficile. Reggio Narra è per tutti, è di tutti!
      …e credo sia un piccolo-grande modo di fare cultura, mettendo a confronto persone di età diverse, di culture ed estrazioni sociali anche lontanei n un modo semplice: ascoltare e immaginare! Immaginare ci aiuta a costruire il futuro. Grazie di questa opportunità ai tanti che contribuiscono a renderal una giornata tanto attesa.
      Barbara mamma di Marcello

  3. Anonimo ha detto:

    Scusate, ma è evidente che chi scrive su questo blog sia in prevalenza favorevole alla cosa.
    Reggionarra è un iniziativa che ha grandi pregi e grandi limiti. Al di là delle provocazioni dei vari UGO, non riconoscere i limiti di un attività dove raccontare le fiabe rischia di essere strumento dell’evento e non un fine, può essere dannoso per tutti.
    Non credo sia capitato solo a me di ascoltare storie nel caos più assoluto, tra il via vai, il brusio e quant’altro. Non penso che questo sia un bel modo di offrire alla città l’intenso lavoro che i genitori hanno fatto durante tutto l’ anno.

  4. francesca ha detto:

    Caro Ugo chi spreca i soldi pubblici sono i nostri politici che si fanno pagare pensioni allucinanti, auto blu, agende, cibo, cinema, teatri, affitti e chi più ne ha più ne metta. Reggio è ancora una città che crede nell’infanzia e nel valore di determinate iniziative culturali. Sono anni che lavoro in vari ordini di scuole e vedo con mia enorme tristezza un’ ignoranza e una strafottenza dilagante, i genitori non dedicano tempo ai figli e tutti si lamentano che per i bambini non ci sono luoghi e spazi adatti. Queste iniziative che valorizzano il centro, gli edifici storico-culturali che abbiamo sono bellissime e sopratutto gratuite il che non guasta per le famiglie. Nulla ci vieta di leggere una storia ai nostri figli ma altro è essere coinvolti in gruppo in un racconto con un atmosfera particolare…poi forse tu non sai che le nostre biblioteche offrono pomeriggi di narrazioni anche durante l’anno anche se ovviamente non è la stessa cosa. Credo che una giornata in cui la città diventa dei bambini e delle famiglie sia una cosa eccezionale e non sono certo queste le spese che incidono sui nostri bilanci comunali. Sarebbe ora che chi continua ad evadere le tasse fosse perseguito sul serio così di giornate simili ce ne potremmo permettere molte di più. Fatti due riflessioni e vedi te!!! Francesca mamma di melissa arianna e camilla

  5. Luca ha detto:

    Non entro nel merito se “Reggio Narra” è utile o meno…
    Voglio solo fare qualche osservazione ‘formale’ del commento di “Ugo”.
    Il commento di “Ugo” è mera provocazione e non è utile. Non è utile perché non evidenzia i limiti dell’iniziativa (se non lo spreco di carta) e non propone alternative, ma si limita a distruggere… Che la manifestazione non piaccia, che possa essere migliorabile, che possa coinvolgere anche in modo diverso la cittadinanza rispetto a quanto fatto fin’ora, questo si può esprimere tranquillamente… La critica, strumento indispensabile per il miglioramento, deve fare riferimento a fatti circostanziati e ben definiti… sparare nel mucchio con ‘frasi killer’ (“Quando poi a qualità del corpo docente è decisamente sotto lo zero”) non serve a nessuno, forse solo a far arrabbiare un po’ di gente… forse il vero scopo dell’intervento di “Ugo”…

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